Dubai Turistica in Freno: L’Ombra di ‘Roaring Lion’ Oscura il Sogno dell’Emirato

Dubai, baluardo del turismo globale, si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. A poche settimane dall'avvio dell'operazione 'Roaring Lion', il settore turistico dell'emirato, un tempo record per affluenza e profitti, ha subito un crollo vertiginoso. Alberghi deserti, voli limitati e un drastico calo delle prenotazioni delineano un quadro economico inaspettatamente cupo.

Il mercato del lavoro flessibile degli Emirati Arabi Uniti, che consente ai datori di lavoro di rescindere e modificare facilmente i contratti, permette alle aziende di preservare la liquidità e sostenere le operazioni durante lunghi periodi di calo della domanda.

L'impatto del conflitto è stato immediato e devastante, culminato nel colpo di un drone su Palm Jumeirah il 28 febbraio. L'Aeroporto Internazionale di Dubai, reduce da un anno record con 95,2 milioni di passeggeri, ha visto chiusure e limitazioni di volo. Le conseguenze sono state un crollo di oltre 80.000 prenotazioni nella sola prima settimana e un'occupazione alberghiera precipitata dal 90% al 16%, con prezzi in calo per aprile e maggio.

Il settore turistico, che solo pochi mesi fa contribuiva per oltre un decimo al PIL e sosteneva un mercato immobiliare in crescita del 60%, è ora in stallo. Aziende come Sunset Hospitality stanno rispondendo con 'misure a breve termine relative alla forza lavoro' e 'modalità di lavoro più flessibili', arrivando a inviare personale in Europa. Il mercato del lavoro flessibile degli Emirati Arabi Uniti facilita queste manovre, benché sollevando preoccupazioni per i lavoratori migranti, già economicamente vulnerabili.

Nonostante la crisi, i funzionari di Dubai nutrono la speranza di una ripresa rapida, confidando che la natura esterna della minaccia possa differenziarla da shock passati in altre destinazioni. Nel frattempo, i flussi turistici si sono già riorientati. Le agenzie di viaggio segnalano un'impennata della domanda verso mete percepite come 'rassicuranti': Portogallo, Italia – con la Toscana in testa – Spagna, Caraibi, Mauritius e Stati Uniti, segnando un netto spostamento delle preferenze globali.

Fonte: agi.it