L'industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma ha archiviato il 2025 con un calo del 5% nella produzione, attestandosi a 4,4 miliardi di euro. Il rallentamento dell'export verso l'Unione Europea, complice la crisi tedesca, dazi e costi energetici, ha parzialmente offuscato la crescita nei mercati asiatici e nordamericani e la vivacità della domanda interna.

Il rallentamento dell’export verso i partner storici dell’Unione Europea, condizionato dalla crisi della filiera tedesca e dall’incertezza legata ai dazi e ai costi energetici, è stato solo parzialmente compensato dalla vivacità della domanda interna e dall’espansione verso i mercati asiatici e nordamericani.

L'analisi condotta da Amaplast dipinge un quadro di rallentamento per il comparto italiano delle macchine, attrezzature e stampi per la lavorazione di plastica e gomma, che ha chiuso il 2025 con una produzione pari a 4,4 miliardi di euro, segnando una flessione del 5%. Questa contrazione è attribuibile principalmente a una battuta d'arresto nell'export verso i tradizionali mercati dell'Unione Europea, dove fattori come la crisi della filiera tedesca e l'incertezza generata da dazi e oneri energetici hanno pesato in modo significativo.

Nonostante le difficoltà sui mercati storici, il settore ha mostrato segni di resilienza, seppur insufficienti a bilanciare completamente il calo. La domanda interna italiana ha mantenuto un dinamismo apprezzabile, contribuendo a sostenere parte della produzione. Parallelamente, le aziende hanno saputo cogliere nuove opportunità, espandendo la propria presenza in mercati emergenti e strategici come quelli asiatici e nordamericani, dimostrando una capacità di adattamento alle mutevoli dinamiche globali.

I dati di Amaplast delineano quindi un 2025 in chiaroscuro, evidenziando la vulnerabilità del comparto alle dinamiche geopolitiche ed economiche europee, ma anche la sua capacità di reindirizzare gli sforzi verso orizzonti più promettenti. La sfida per l'industria italiana risiede ora nel consolidare queste nuove direttrici di crescita e nel mitigare le persistenti incertezze sui fronti dei costi e delle politiche commerciali internazionali.

Fonte: innovationpost.it