Un'analisi approfondita, curata da Luciano Floridi e Micaela Lovecchio, delinea il posizionamento strategico dell'Italia nel panorama dell'Intelligenza Artificiale. Il rapporto identifica eccellenze strutturali, evidenzia ritardi critici e propone una road-map di 18 raccomandazioni per trasformare l'IA in un motore di crescita concreto entro il 2030, con l'obiettivo di raggiungere un mercato da 5 miliardi di euro.
Il 'Paradosso della Sovranità' evidenzia una verità scomoda: l'indipendenza del software e dei dati si fonda ancora, inevitabilmente, sull'hardware estero, rendendo urgente una strategia per ridurre tale dipendenza.
L'Italia si trova a un bivio cruciale nell'adozione dell'Intelligenza Artificiale, come emerge dal rapporto Floridi-Lovecchio per la Fondazione Leonardo ETS. Con un mercato AI che ha toccato 1,2 miliardi di euro nel 2024 e proiezioni fino a 5 miliardi entro il 2030, il Paese vanta asset strategici di primo piano. Spiccano le infrastrutture di supercalcolo, con due sistemi nella top 5 europea (HPC6 di Eni e Leonardo del CINECA), e un primato normativo unico nell'UE grazie alla Legge 132/2025. Il settore privato si distingue per modelli di successo basati su verticalizzazione, attenzione al contesto e integrazione con le competenze tradizionali, come dimostrano Translated e Intesa Sanpaolo, unitamente a un portafoglio robusto di Large Language Models nazionali.
Tuttavia, il quadro rivela anche criticità significative che frenano lo sviluppo. La fuga dei talenti, alimentata da un divario salariale del 40-50% rispetto a Germania e Regno Unito, svuota il Paese delle sue migliori risorse. A ciò si aggiunge una preoccupante dipendenza tecnologica dall'hardware estero, il cosiddetto “Paradosso della Sovranità”, che mette in discussione l'autonomia digitale. Un ulteriore ostacolo è il marcato divario di adozione dell'AI nelle PMI, che si attesta al 15,7% contro il 53,1% delle grandi imprese, un gap che rischia di generare un'economia a due velocità e posiziona l'Italia al 18° posto nella classifica UE per tasso di adozione aziendale.
Per superare questi ostacoli e cogliere appieno il potenziale dell'AI, il rapporto articola 18 raccomandazioni strategiche, organizzate in nove aree tematiche. Tra queste, si evidenzia la necessità di potenziare CDP Venture Capital con un fondo AI dedicato da 500 milioni di euro, estendere il regime “Rientro dei Cervelli” e istituire programmi di borse di studio e scambi per il capitale umano. Cruciali sono anche le misure per accelerare l'adozione nelle PMI e ridurre la dipendenza hardware, esplorando partnership nell'ambito dell'European Chips Act. Il futuro digitale del Paese si gioca sulla tempestività e l'efficacia di queste scelte strategiche, mirando a posizionare l'Italia nella top 10 europea entro il 2030.
Fonte: innovationpost.it