Il recente scatto delle lancette ha reintrodotto l'ora legale, una misura che, secondo le proiezioni di Terna, si traduce in consistenti benefici economici e ambientali per l'Italia, riducendo significativamente i consumi energetici e le emissioni inquinanti.
Le analisi di Terna rivelano che dal 2004 al 2025, l'adozione dell'ora legale ha permesso un risparmio complessivo per i cittadini stimato in circa 2,3 miliardi di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica superiore a 12 miliardi di kWh.
Con l'avanzare dell'orologio di un'ora, l'Italia è entrata nel periodo di ora legale, che si protrarrà fino a domenica 25 ottobre. Le stime di Terna, la società incaricata della gestione della rete elettrica nazionale, indicano per il periodo attuale un risparmio di circa 80 milioni di euro. Questo si traduce in una riduzione del consumo energetico pari a 302 milioni di kWh, equivalenti al fabbisogno medio annuo di ben 115 mila famiglie.
Tale diminuzione dei consumi non si limita a un vantaggio economico: essa comporta anche una significativa ricaduta positiva sull'ambiente, con una contrazione delle emissioni di anidride carbonica stimata in 142 mila tonnellate di CO2. Il beneficio economico per il 2026, già proiettato, è calcolato sulla base di un costo medio del kilowattora di 26,63 centesimi, dato fornito da Arera per il "cliente domestico tipo in tutela" nel primo trimestre.
L'impatto dell'ora legale si conferma strategico ben oltre l'anno corrente. L'analisi retrospettiva condotta dalla società guidata da Giuseppina Di Foggia evidenza che, dal 2004 al 2025, il contributo complessivo ha superato i 12 miliardi di kWh di energia elettrica non consumata. Un traguardo che ha permesso ai cittadini un risparmio complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, sottolineando il valore persistente di questa pratica.
Fonte: ansa.it